Roma, 3 feb. (Adnkronos Salute) 15:19
Zaini extra-large e pomeriggi interi chini sui libri, davanti alla televisione o al pc. Proprio a causa delle posture scorrette che assumono durante il giorno, il 10% dei bambini italiani soffre di problemi di scoliosi. A mettere in guardia i genitori è
Marco Italo D'Orso, docente di medicina all'università degli Studi Milano-Bicocca, questa mattina alla presentazione della campagna 'Mal di schiena? No grazie!', promossa dall'Associazione per l'assistenza sanitaria integrativa ai lavoratori delle aziende del Gruppo Telecon Italia (Assilt) con la collaborazione dell'ateneo milanese. "Oltre allo sforzo eccessivo che i bambini fanno per portare gli zaini di scuola, spesso carichi di libri - continua D'Orso - non bisogna trascurare le altre cattive abitudini dei più giovani. Pensiamo alle sedute sui banchi di scuola con le gambe accavallate, alle cattive abitudini alimentari che spesso portano all'obesità, alle 'allergie' al movimento e ai pomeriggi passati davanti alle consolle adagiati sul tappeto con le gambe incrociate", elenca l'esperto. "Tra gli interventi correttivi - spiega D'Orso - ci sono il busto e l'attività fisica, da svolgere rigorosamente sotto controllo medico", precisa. "Ma attenzione. Non tutti gli sport fanno bene. Quello che sicuramente mi sento di consigliare alle mamme e ai papà - conclude l'esperto - è sicuramente il nuoto. Bisogna fare attenzione invece a tutte quelle attività di impatto e asimmetriche. Sport come il tennis e la pallavolo possono essere praticati, ma solo se alla base c'è una buona preparazione atletica. La scoliosi, infatti, può sempre peggiorare. Può mutare fino ai 16-18 anni, quando le vertebre sono ancora perlopiù formate da cartilagine".
Questa notizia si ricollega direttamente al nuovo programma Under 16 della Federvela, il quale mira a riportare tutta l'attività sportiva dei giovani sportivi -sotto la cura di istruttori e circoli affiliati- all'obbiettivo primario istituzionale del CONI e di tutte le Federazioni Sportive Nazionali: lo sviluppo armonico delle capacità motorie e psichiche attraverso la pratica sportiva.
L'attività fisica, di allenamento e sportiva tornano ad essere intese quindi come strumento per l'obbiettivo dello sviluppo armonico delle capacità psicomotorie e non con l'obbiettivo del risultato sportivo e/o agonistico, che verrà più tardi ed a maturazione dell'atleta.
Lo spirito competitivo non viene espunto da queste fasce di età, ma reso solo funzionale all'obbiettivo didattico primario.
Un compito difficile per asd affiliate, dirigenti, istruttori, ma anche per i genitori.
Ma è per certo la via giusta.
Soprattutto per i giovani.
Pier Luigi Ciammaichella.
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