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Proponiamo un estratto dell’intervista al Vice Presidente FIV, Alessandra Sensini, pubblicata dal "Corriere dello Sport" domenica 28 febbraio 2010.
SENSINI: «MARE CHE PASSIONE»
Alessandra, il vento e il mare; la libertà e la paura; la solitudine e il piacere. Sentimenti che si accendono ogni volta che su una tavola da windsurf, i capelli stropicciati dalla salsedine, gli occhi che assorbono il colore del mare, con le braccia forti governa una direzione che il vento indica o contrasta.
Alessandra Sensini, lo sport è la vita, poteva fare tutto ma il richiamo dell’acqua è stato più forte di altro. Un richiamo atavico a un ricordo che nulla è: né i suoni ovattati né i movimenti rallentati né quella beata solitudine in un percorso segnato, un cammino verso un’uscita stabilita. Il vento e il mare che fanno paura e che fanno sentire liberi in spazi delimitati da orizzonti immaginari, con un necessario davvero stretto per correre a pelo d’acqua verso una medaglia e un’altra ancora.
Una vita da leoni, non solo un mercoledì, anche a 40 anni, quando cambia il fisico, cambia la testa, ma non la voglia di provarci ancora, perché un’Olimpiade è un’emozione potente che riempie i vuoti, di una mamma mancata troppo presto o di un figlio che ancora non c’è. Ma la sua vita è piena poi di
tre sorelle un po’ mamme e un padre appassionato che le ha dato forza e grinta. Alessandra, la solitudine che è piacere, come un delirio soprannaturale: camminare sull’acqua, capire le parole del vento e sola davvero non si sentirà mai. «Mi piace stare in gruppo, condividere le cose con gli altri. Ma sono anche molto solitaria, adoro stare su una tavola e affrontare il mare da sola. Con il mare ho un rapporto profondo, intimo, speciale. Fa parte di me, mi manca se non lo vedo.
L’Oceano mi dà un’energia forte, ma può fare paura. Anche il nostro mare è insidioso, non va mai affrontato con leggerezza. La paura c’è sempre, ma la voglia di affrontarlo è più forte. Papà è un appassionato delle competizioni, a me e alle mie sorelle ha fatto fare di tutto, tranne il calcio, preferiva il mare... Lo sport è il mio hobby e il mio lavoro. Mantiene giovane la testa e anche se fa crescere in fretta, non toglie mai, nemmeno da adulti, quella voglia di giocare e quel senso di libertà».
SENZA LA MAMMA - Era solo un’adolescente quando ha perso la mamma. «Una perdita che segna molto, ho sentito la mancanza della sua figura. Eravamo molto vicine io e lei. Ho sofferto. Certo avere tre sorelle è stato fondamentale. Paola mi ha fatto anche da mamma. Lo sport però mi ha dato tantissimo e la famiglia mi ha aiutato a inseguire gli obiettivi. Mio padre mi ha trasmesso forza, grinta, energia». Ha appena compiuto 40 anni, ma il tempo che passa non la spaventa. «Il tempo passa e la vita cambia. Bisogna seguire il cambiamento. Nello sport vanno modificati e adeguati gli allenamenti. Ogni Olimpiade, ogni quadriennio, è una storia nuova. Si sa che un giorno si deve smettere di vivere un’emozione olimpica, dispiace, ma è così. Cambiare, tutto sommato, fa bene. Questi 40 anni sono una tappa, un momento nuovo della mia vita, di riorganizzazione, di una nuova campagna olimpica. Ho fatto una festa e sono stata contenta».
LA BELLEZZA - Si piace Alessandra e non si fa troppe domande sul suo corpo. «Penso che sia difficile trovare persone che si piacciano completamente. Io sono come sono e va bene. Vivo attraverso la passione per lo sport e questo credo che sposti l’attenzione. Non si vive per la bellezza. Se rifarsi, per esempio, significa stare meglio, va bene. Ma a volte invece di migliorare si peggiora! E’ un dovere dei medici far capire fino dove è positivo e quando diventa distruttivo. In assoluto, secondo me è meglio trasformare il difetto in pregio, qualcosa che ti distingue dagli altri. Più che la bellezza contano il fascino, la luce che si ha negli occhi, come si parla, come ci si muove. Ci sono bellezze oggettive ma che trasmettono nulla. Il carisma tira fuori la bellezza».
BORSE CHE PASSIONE - Andrebbe a vivere in Australia, a Sydney «una città moderna, sportiva, dove la qualità della vita è altissima». Ma intanto in Italia ha il suo da fare: oltre che preparare le Olimpadi di Londra 2012, è anche vicepresidente della Federazione Italiana Vela. Ama i tacchi alti e per le borse ha una vera passione. «Ne avrò cinquecento... Le cambio spesso anche due, tre volte al giorno, secondo la situazione o l’abbigliamento». Non potrebbe fare a meno della cioccolata e non ha del tutto rinunciato a un figlio. «È un desiderio a volte più forte a volte meno. Però non è lo sport che me lo ha negato. Ho vissuto intensamente e a 40 anni posso dire di essere quello che volevo essere».
L’IMPEGNO CON LA FIV – «Sono Vice Presidente della FIV, è un riconoscimento a tutti questi anni e ai risultati che ho ottenuto. Oggi la Federazione lavora per dare il meglio agli atleti e ai giovani che si avvicinano a questo sport. La parola d'ordine è: formazione, promozione, meritocrazia. La Federazione fa parte della mia vita e mi è sempre stata vicina, c'è tanto lavoro da fare e il mio obiettivo è rimanere nell'ambiente».
Valeria Ancione – Corriere dello Sport
L'intero articolo è scaricabile qui: http://www.federvela.it/files/Alessandra%20Sensini.pdf
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